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Alessandro Agostini: “Il Cagliari ha cercato nelle sue disgrazie un colpevole e lo ha trovato in me. Offeso e cacciato”

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Nel corso della trasmissione Il Cagliari in diretta in onda su Videolina e Radiolina, Alessandro Agostini, l’ex amato terzino e allenatore del Cagliari, oggi allenatore del Genoa Primavera, è tornato sul finale della scorsa stagione, Venezia-Cagliari. Una giornata che non si dimentica, culminata con una dolorosa retrocessione.

Una responsabilità caricata sulle sue spalle, dopo essere stato chiamato per sostituire Mazzarri, il 3 maggio scorso. Quella partita è stata la conclusione di un lungo processo – ha commentato Agostini. Per 12 mesi il Cagliari ha cercato ha cercato nelle sue disgrazie un colpevole e a Venezia lo ha trovato in Agostini, che non era un allenatore pronto, ha messo male la squadra, ha sbagliato le sostituzioni… Trovato il colpevole, erano tutti d’accordo”.
Grande l’amarezza. “Non mi pento di niente, tutto quello che ho fatto l’ho fatto con grande amore, rispetto e serietà. Mi sono sentito dire che ho fatto dei disastri sportivi. Sono stato offeso, cacciato, e potrei continuare ancora. Ma quello che ho fatto lo rifarei”.

Ha fatto più male il divorzio da calciatore o da allenatore? “Di sicuro quello da allenatore, per come è avvenuto, per quello che si è voluto far passare. I tifosi sono l’unica cosa che mi piace ricordare, mi hanno sempre voluto bene, mi hanno sempre rispettato, come io ho fatto con loro. Loro per me rimarranno per sempre”.

In un futuro ti rivedresti a Cagliari? No, non credo. Amo Cagliari e amo i tifosi. Ma le persone devono capire quello che ha passato Agostini: sulla testa e sulle spalle è come se mi fosse caduto addosso un grattacielo. La gente che chiacchiera da fuori, quello che ho passato io non lo può sapere. Non so come ho fatto a sopravvivere sentendomi addosso la responsabilità della retrocessione e della semifinale della Primavera. Non lo auguro a nessuno, ho paura solo a ripensarci”.

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