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Massimo Cellino: “Ho sempre dichiarato di essere innocente. Mi sono sempre sacrificato per il Cagliari”

“Ho sofferto così tanto in tutti questi anni che non riesco neppure a gioire“.
Questo è il commento di Massimo Cellino, raggiunto telefonicamente dall’Unione Sarda, in merito alla sua assoluzione dall’accusa di peculato per la costruzione dello stadio Is Arenas, realizzato nel 2012 per ospitare le partite del Cagliari a causa dell’inagibilità del Sant’Elia

“L’ho sempre dichiarato che ero innocente e finalmente anche i giudici lo hanno confermato anche se con tanto ritardo.
Le mie preghiere qualcuno lassù le ha ascoltate.
E mi consola anche il fatto che sono ancora vivo, che questa sentenza sia arrivata con me anziano ma ancora vivo.
Per il resto, non riesco a provare astio con alcuno ma neanche felicità”.

“Il momento più duro in questi anni? Lasciare la mia terra che amo follemente, quello è stato durissimo, la cosa peggiore perché è altamente infamante.
Non lo auguro a nessuno, bisogna provarlo per capirlo”.
Quando ero presidente del Cagliari ho fatto tutto per la squadra, combattendo tante battaglie e subendo purtroppo tanti soprusi. Mi son sempre sacrificato per lei“.

“Io il Cagliari l’ho sempre seguito e non ho mai smesso di fare tifo per i rossoblù, mai neanche per un minuto. E son felice, anzi felicissimo, che sia tornato in serie A. Mi mancherà sempre ma sono tranquillo perché a proteggerlo ci sarà sempre la Madonna di Bonaria”.
Tornare allo stadio? Non penso che all’attuale presidente faccia molto piacere. Io però si ricordi che sono sempre un sardo con la S maiuscola, orgogliosamente sardo. Ora la saluto e forza Cagliari!”.

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