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Tra le righe del tempo. Il discorso di ringraziamento di Grazia Deledda per il Nobel

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Il 10 dicembre 1927 a Stoccolma, la voce di una minuta donna sarda scandisce un discorso memorabile, quello di ringraziamento per il Premio Nobel per la Letteratura.
Era Grazia Deledda e le sue parole iniziavano così:
“Sono nata in Sardegna, la mia famiglia è composta di gente savia, ma anche di violenti e di artisti produttivi”.

Prima e unica scrittrice italiana a vincere il prestigioso riconoscimento, Grazia Deledda è nata a Nuoro il 27 settembre 1871, ed è stata una delle più grandi scrittrici e romanziere della storia dell’Italia moderna, autrice originale e apprezzata in tutto il mondo.

La scrittrice sarda ha pubblicato decine di romanzi, poesie e raccolte dei suoi scritti, che ancora oggi vengono insegnati nelle scuole e vengono annoverati tra i più significativi per le tematiche della diversità, della crescita e del territorio. Il suo libro più celebre è certamente Canne al vento, uscito nel 1913, un racconto che esplora i temi della fragilità umana e del dolore esistenziale.

Quinta di sette figli di una famiglia benestante, la formazione di Grazia Deledda fu ampia e variegata, dalla letteratura alle altre discipline.
La scrittrice sarda fu una vera autodidatta: dopo aver frequentato le scuole fino alla quarta elementare, la scrittrice sarda proseguì gli studi con un precettore dal momento che al tempo, anche in Sardegna, le ragazze non frequentavano le scuole superiori.

Pubblicò la sua prima novella nel 1886, all’età di quindici anni, su un giornale nuorese. Due anni dopo cominciò a collaborare con vari altri giornali e riviste, prima sarde e poi romane, fino a diventare sempre più nota e apprezzata. In poco tempo, la sua fama tra letterati e intellettuali crebbe, e Grazia Deledda si dedicò ai romanzi. Sposatasi nel 1900, si trasferì a Roma e pubblicò negli anni successivi decine di opere teatrali e romanzi di ottimo successo, come L’edera e Canne al vento, che indubbiamente rappresenta il suo libro di maggior successo, studiato nelle scuole e che le valse, nel 1926, il prestigioso Premio Nobel per la Letteratura “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano“.

Il riconoscimento le fu consegnato il 10 dicembre 1927 a Stoccolma, e questo fu il suo discorso di ringraziamento:

(Fonte video: Regione Sardegna)

Grazia Deledda morì il 15 agosto del 1936, a 65 anni, a causa di un tumore al seno di cui soffriva da tempo.

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