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Claudio Ranieri: “Siamo una famiglia, è questa la nostra forza”

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Una vittoria che rappresenta la salvezza matematica per il Cagliari che a Reggio Emilia ha battuto il Sassuolo per 2-0.
I gol di Prati e Lapadula che decidono lo scontro salvezza, che consentono ai rossoblù di raggiungere la permanenza Serie A con una giornata d’anticipo.

A commentare la splendida vittoria, Mister Ranieri che è intervenuto con i media al termine della gara con il Sassuolo.

LA DEDICA AI TIFOSI
Ringrazio i nostri tifosi, sono stati meravigliosi, tra la Sardegna e la squadra c’è un rapporto incredibile: sono davvero felice per loro, so cosa rappresenta la Serie A per il nostro popolo.
Oggi erano in 3.500 allo stadio e dietro a soffiarci alle spalle c’era tutta un’Isola.
È quello che ho ricordato ai ragazzi oggi, era quello che dissi alla squadra anche poco prima della finale a Bari, ripetendo le parole al telefono del nostro Gigi Riva.
Oggi la storia si ripete: esattamente 33 anni fa, il 19 maggio 1991, quando ho allenato per la prima volta il Cagliari, ci salvammo proprio qui in Emilia”.

TUTTI INSIEME
“Dopo quel Cagliari-Lazio c’è stata una reazione molto importante dei ragazzi, è stato il momento decisivo della stagione – ha ricordato il Mister.
Serviva un elettroshock, ma in genere quando un allenatore dice che è pronto a fare un passo indietro, una squadra accetta in silenzio: con loro non è stato così, alle mie parole hanno risposto dicendo che avremo lottato tutti insieme per venire fuori da quella situazione e salvarci.
Mi hanno sorpreso: a quel punto ai ragazzi ho detto di dimostrarmelo in campo, di giocare in partita come li vedevo allenarsi – alla grande, sempre a 3.000 all’ora.
Da lì abbiamo iniziato a giocare come avremmo dovuto fare sempre: questi ragazzi, per come hanno lavorato tutto l’anno, meritavano questa salvezza.
Non hanno mai mollato. Un plauso anche a chi ha giocato meno: ha corso e lottato più degli altri”.

LA FORZA DEL LAVORO
Questa salvezza non è un miracolo, dietro c’è tanto lavoro: colgo l’occasione per ringraziare tutti, dai magazzinieri ai fisioterapisti, dai medici agli chef, dai camerieri agli analisti tattici.
Siamo una famiglia, il Cagliari è una grande famiglia: questa è la nostra forza.
E con noi ci sono i tifosi, li abbiamo sempre sentiti vicini, ci hanno sostenuto anche nei momenti difficili.
In trasferta ci hanno fatto sempre sentire a casa.
Loro c’erano ovunque: purtroppo abbiamo vinto solo due gare in trasferta, ci è dispiaciuto non poterli ripagare con qualche vittoria in più.
Questa gara, però, era troppo importante e non l’abbiamo sbagliata”.

IL CAGLIARI PRIMA DI TUTTO
“Se resto?
Lasciatemi tranquillo, sono tre mesi che me lo chiedete” ha risposto il Mister, che ha poi aggiunto:
Cagliari è casa mia.
Ho il contratto per un altro anno e ringrazio il Presidente per le sue parole di stima e riconoscenza.
Godiamoci questa salvezza, l’ultima impresa è sempre la più bella, ma ho sempre detto che le vittorie con il Cagliari mi hanno segnato profondamente, è in Sardegna che è iniziata la mia carriera.
I successi con il Cagliari – tre promozioni e due salvezze – per me sono al di sopra di tutto.
Avevo detto che ci saremmo salvati all’ultimo secondo dell’ultima partita, abbiamo anticipato di una giornata, ora festeggiamo con i nostri tifosi”.

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