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Addio a Sara, scomparsa a 39 anni: il messaggio di amore eterno del fidanzato

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Il suo ha smesso di battere troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile tra le persone che l’amavano.
La scomparsa di Sara, a soli 39 anni, ha lasciato tutti increduli di fronte alla perdita di una vita così giovane e piena di speranze.
In mezzo al dolore e allo smarrimento, emerge la struggente lettera del suo fidanzato Fabrizio, un messaggio di amore eterno che celebra la bellezza e la forza di Sara, offrendo conforto e riflessione a chi ha avuto il privilegio di conoscerla e per chi resta.

“La mia Sara era pura gioia, vitalità, era il primo sorriso la mattina e l’ultimo bacio la sera prima di dormire.

Una forza della natura, capace di una sensibilità disarmante e di risate contagiose, era impossibile non divertirsi con lei, era impossibile non amarla, sarà impossibile dimenticarla.

Sara era il mio mondo, la mia aria, la mia felicità, la mia complice in tutto, “il mio amore più bello”, come le ricordavo ogni giorno.

Mi lasciava i bigliettini in giro per casa per ricordarmi che mi amava, e io li lasciavo a lei, comunicavamo anche così.

Ci scrivevamo ogni mezz’ora, anche fosse solo un cuore, solo un bacio o un pensiero di corsa mentre lavoravamo.

Sono affranto, ma grato per l’enorme privilegio di poterle stare accanto.

Ci ha lasciati il giorno dopo il nostro quarto anniversario, per me 21 e 22 Maggio saranno due date in conflitto ma mi ricorderanno sempre i 4 anni più belli della mia vita.

Tutto quello che ho raccontato di lei vale 10, 100, 1000 volte di più, perché Sara è nata con un cuoricino “problematico”, è stata salvata a pochi giorni di vita dopo un volo d’emergenza per Roma con un delicato intervento al Bambino Gesù, quando la medicina non aveva ancora le possibilità di oggi e il suo corpicino di neonata era fragile.

Il suo cuore è stato operato di nuovo a 3 anni, e poi ancora a 10, per correggere degli ulteriori problemi.

La sua vita è sempre stata legata a questa condizione, ma non le ha mai tolto il sorriso, la forza, l’entusiasmo e la capacità di divertirsi e far divertire gli altri, eppure quello che si portava dietro era un’enormità.

Ha avuto la fortuna di nascere in una famiglia meravigliosa, di avere due genitori, Aldo e Loredana, che hanno fatto dei sacrifici che vanno oltre l’amore per assicurarle le migliori cure per tanti anni, due persone splendide con una determinazione incredibile, che l’hanno cresciuta con i valori che tutti le riconoscevano e che la rendevano una persona splendida.

Due fratelli speciali, Davide e Valentino, con cui ha condiviso tutto e che amava profondamente, ricambiata dalle loro attenzioni.

Nonostante la sua condizione, Sara è diventata madre di Tommaso, il suo amore, la sua felicità, un ragazzino splendido, curioso come lei, uno sportivo nato, a cui mi sono affezionato profondamente e che crescerà con gli stessi valori di rispetto e gentilezza, a cui auguro la felicità con cui la madre gli ha sempre detto di vivere.

Purtroppo l’anno scorso la condizione di Sara si è aggravata.
Era previsto, si sperava che quel momento non arrivasse mai ma l’intervento è diventato inevitabile.
Sapeva di dover affrontare l’ennesima montagna, e pur con la paura è arrivata col sorriso perfino alla mattina dell’intervento, quando ha voluto salutarci tutti, prendersi le ultime coccole della famiglia e di Tommaso, regalarmi l’ultimo, splendido, fortissimo abbraccio, uno dei nostri interminabili con tutti i muscoli del corpo tesi perché il contatto fosse più forte, perché ogni millimetro di pelle si toccasse.

L’ho salutata così, dopo questa ultima mia foto con lei, e non la rivedrò più.

Forse lo sapeva, perché ha pubblicato la sua ultima storia, una pagina nera, un cuore e la scritta “La vita è bella”.
È stato devastante vederla solo dopo.

Nonostante le tantissime ore di sala operatoria a Milano, il grande impegno dei chirurghi, quando ormai era notte e l’ospedale era vuoto e silenzioso, ci è stata data la triste notizia che il suo cuore, che ha lottato nelle difficoltà per 39 anni, non aveva più le forze per continuare.

Io non so come si possa superare un dolore simile, come si possa concepire di vivere senza la metà della propria vita, senza l’aria che riempiva i miei polmoni, con tanti progetti insieme da accantonare, con la metà del letto vuota e senza la sua testa sulla mia spalla sul divano, senza i suoi bigliettini, i suoi messaggi, il suo amore manifestato in ogni cosa che faceva, la sua allegria e il suo entusiasmo.

Volevo raccontarvi Sara nel modo più limpido e delicato, ma mi piacerebbe anche darvi un consiglio, senza ergermi a maestro di vita, però purtroppo consapevole dopo questa terribile esperienza: la vita è una, un soffio ce la porta via, a volte possiamo prevederlo, a volte no, e quindi va vissuta in modo intenso, senza perdere tempo, senza lasciare che le giornate passino nell’inerzia ma riempiendole ogni giorno di qualcosa di bello ed emozionante, senza farsi trascinare dalla routine.

Io non ho rimpianti con Sara, è proprio così che abbiamo vissuto, senza perdere tempo.

Fate lo stesso se potete, non rinviate, non accantonate soldi inutilmente, non aspettate che le cose accadano, perché nessuno verrà a portarvi a casa un’esperienza, un biglietto aereo, una gita fuoriporta, “le cose” vanno decise e fatte, a volte anche con un colpo di testa incosciente, senza pensarci troppo, abbattendo le proprie paure e buttandosi in quel vortice spaventoso e bellissimo che è la vita.

Sara, il mio amore più bello, ha lasciato un bigliettino tra le mie cose, sapeva che lo avrei trovato solo dopo l’intervento:
“Se ci saranno altre vite dopo questa, spero di avere la fortuna di incontrarti in ognuna di esse.

Ti amo, tua.”

Mi si è spezzato il cuore, pensare che abbia avuto la forza di lasciarmi un saluto del genere.

Io non so se ci siano altre vite dopo, sono sincero, credo molto a quella terrena e sono contento di aver vissuto la mia con lei come se fossero state 1000, ma se fosse così davvero allora spero che sia come dice lei, e che il mio dopo sia ancora con Sara.

Non so come farò, ora sembra impossibile, se qualcuno sa come si faccia a superare un dolore di questa portata me lo dica, ma fate tesoro di quello che ho scritto, vivete, perché la vita è bella, lo ha detto l’amore mio per salutarci tutti”.

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