L’analisi di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, dopo la bella vittoria per 4-0 all’Unipol Domus contro l’Hellas Verona.
GRANDE MOMENTO
“I ragazzi stanno andando forte, farlo in un momento in cui abbiamo fuori calciatori importanti indisponibili ci gratifica ma dobbiamo tenere la testa bassa e lavorare, occorre martellare.
La promessa allo spogliatoio come detto da Esposito?
Prima di Firenze avevo detto ai ragazzi che ogni punto avrebbe portato un giorno libero, manterrò la parola ma non la prossima settimana perché bisogna lavorare senza dare nulla per scontato.
Io ho cercato di far capire ai ragazzi che siamo cresciuti nella sofferenza, nella lotta, nel saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, che non siamo più forti e non abbiamo cambiato la nostra dimensione, semplicemente stiamo migliorando tutti insieme”.
SENSO DI APPARTENENZA
“Penso che ogni giocatore o allenatore deve capire il valore della maglia che indossa, del simbolo che rappresenta.
Le partite si possono perdere, il Cagliari perderà altre partite, ma la gente ti riconosce il modo in cui perdi.
Ho sempre detto che poteva mancare tutto ma non l’atteggiamento.
So che c’era diffidenza nei miei confronti, ma era normale essendo un esordiente, però sin dall’inizio ho sempre detto che lo spirito e l’atteggiamento non potevano venire meno affinché la gente ci seguisse come sta facendo”.
LA GARA
“Al di là del punteggio che secondo me è anche troppo largo, credo che stasera abbiamo fatto le cose semplici con ordine.
La gara di oggi era infida, siamo stati bravi a lavorare insieme, togliendo la profondità a Orban innanzitutto.
Era importante anche tenere la porta inviolata per questo predicavo calma dopo il quarto gol.
Questa squadra ha dentro una metodologia ben precisa, oggi abbiamo letto bene la situazione una volta in superiorità numerica, è venuta fuori l’idea che portiamo avanti dal 10 luglio trovando il terzo uomo.
Non potevamo permetterci di riaprire la gara e quindi non bisognava forzare, perché nelle partite basta poco per riaccendere la fiammella della speranza avversaria finendo per impaurirsi.
Ora stacchiamo un po’ perché è da oltre un mese che la squadra non riposa più di due giorni consecutivi, mercoledì si riprende e si pensa alla Roma.
Siamo cresciuti ma la salvezza è tutta da conquistare”.
GUAI A RILASSARSI
“Ora dobbiamo continuare a lavorare, capire gli avversari, seguire i piani partita, essere bravi a ottenere punti e non solo complimenti come capitato a volte.
Il calcio ti illude e non si può abbassare la guardia, non voglio fare il finto umile, ma occorre essere realisti e pragmatici”.
SUPER KILICSOY
“Kilicsoy è un talento naturale, ogni partita ci stupisce e ci può regalare qualcosa di diverso.
Bisogna coccolarlo, aspettarlo, goderselo, e vedere cosa ci può regalare, lui come i compagni sta spingendo al massimo e dimostrando che con la perseveranza, oltre alle qualità innate, si può arrivare lontano”.
“Avere tanti uomini in gol è una soddisfazione sicuramente, poi alla fine ciò che conta è segnare.
Non era scontato però fare nove punti in tre partite, sarei presuntuoso se dicessi che me li aspettavo o che fossero l’obiettivo, però sicuramente ho capito che non bastava solo giocare bene e raccogliere complimenti rimanendo a secco di punti.
Stiamo lavorando, crescendo nella sofferenza, con umiltà, capendo i momenti e gli avversari per non farci trovare impreparati anche di fronte a gare insidiose come quella di stasera”.
COLLETTIVO DECISIVO
“Stiamo lavorando bene nella gestione della rosa, oggi mi piace sottolineare il modo in cui è entrato in campo Zappa firmando l’assist, o tanti ragazzi che si fanno trovare pronti in qualsiasi momento.
Stiamo trovando delle certezze, oggi abbiamo una ossatura definita in questo momento, ma non è che la quadra l’abbiamo trovata adesso, semplicemente stiamo avendo continuità di rendimento e di impiego di molti effettivi.
Pensiamo che abbiamo perso elementi importanti in alcuni momenti chiave – come Belotti e Felici – o Luperto che ad un certo punto non era a mio modo di vedere quello che conosciamo.
Stiamo portando avanti la nostra idea, poi in determinati momenti possono cambiare gli interpreti o le scelte.
La forza di questa squadra è il collettivo, che ha margini di miglioramento lavorando in questo modo con spirito di sacrificio e attenzione, tutto insieme”.
Fabio Pisacane: “Non si può abbassare la guardia, subito testa alla Roma”







