Leo Pavoletti: “Grazie per quello che avete fatto per me, per l’amore che mi avete dato”

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Dopo 9 stagioni, 231 gare e 52 reti, Leonardo Pavoletti conclude la sua esperienza da calciatore rossoblù.
Al termine del match contro il Torino il capitano ha parlato ai microfoni dei media.

L’ABBRACCIO DI UN POPOLO
“È stata una settimana molto difficile, mi accompagnava il pensiero che questa bellissima storia d’amore era al termine.
Non pensavo sarebbe stato così commovente oggi.
Ė stato un privilegio, un onore poter festeggiare la salvezza e la mia ultima casalinga da calciatore davanti a questa gente, con parole che mi venivano dal cuore, ricevendo l’abbraccio dei compagni.
Non potevo immaginare una serata più bella: per l’occasione c’erano anche i miei parenti, gli amici.
Ci tenevo a finire bene, qui mi hanno dato tutto davvero dal primo giorno e per 9 anni”.

“Sognavo una serata come questa: la vittoria, la salvezza, i 40 punti, un traguardo che non raggiungevamo da anni.
Abbiamo dovuto fronteggiare tanti problemi, infortuni: è stato un anno difficile ma molto bello perché ci ha fatti compattare ancora di più all’interno dello spogliatoio.
Hanno giocato tutti e tutti hanno contribuito al raggiungimento di questa salvezza.
Deiola? Alessandro è un capitano, ci siamo aiutati, abbiamo lavorato in sintonia in questi anni, bastava guardarsi.
Abbiamo riportato il Cagliari dove meritava, ci siamo sempre confrontati e trovato la strada giusta per spronare tutti e far capire che Cagliari è una piazza speciale, che merita di avere uomini speciali.
Ale è pronto per comandare la barca per i prossimi anni, portarla sempre dove merita”.

GRAZIE A TUTTI
“L’entrare dalla panchina non era la mia caratteristica migliore, non è mai facile, però con il tempo sono migliorato e anche quando capivo che non sarei partito titolare lavoravo a fondo per poter dare il mio contributo in pochi minuti.
Ho iniziato a giocare meno, a segnare meno, qualche infortunio in più, ma l’affetto della gente cresceva esponenzialmente.
Ecco che allora quei gol degli ultimi anni sono stati speciali e portatori di qualcosa di magico in questa città che mi ha adottato.
Davvero grazie a tutti.
A tutto il nostro popolo dico grazie: grazie per quello che avete fatto per me, per quell’amore che mi avete dato soprattutto nei momenti più difficili, ne ho avuti tanti purtroppo.
Prima o poi riuscirò a ripagare questo pegno d’amore e lì sarò la persona più felice di questo mondo”.

SUL FUTURO
“Il futuro? Bella domanda, mi sono operato da poco per rimettermi a posto.
Non sto ancora bene, si vedrà se dovesse arrivare qualche offerta stimolante, ma non voglio prendere in giro nessuno, al momento il mio ginocchio non manda segnali incoraggianti.
Se lo farà, riuscirò a capire meglio se ho concluso con il calcio giocato o se potrò fare ancora un’esperienza.
Nel frattempo, lavoro per rimettermi in forma, intanto quest’estate mi godrò Cagliari e la mia famiglia, senza pensare troppo al domani.
Si è chiuso un capitolo molto importante della mia vita, ora ci vuole tempo e lucidità per scegliere.
Penso anche ad un ruolo nella dirigenza del Cagliari? Sarei bugiardo a dire di no.
Dopo il rinnovo di due anni fa, ho iniziato a pensarci.
Ora a traguardo raggiunto ci potranno essere le valutazioni con la Società”.


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