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Scorcu e l’abbraccio con mister Ranieri: “Era giusto proteggere un momento così intimo”

L’immagine che più di tutte rimarrà nel cuore dei tifosi rossoblù della finale playoff con il Bari, è senza dubbio il bell’abbraccio tra Claudio Ranieri e Marco Scorcu, medico del Cagliari che ha accolto il mister tra le sue braccia e ha protetto quel momento di grande commozione dai microfoni dei cronisti.

A ricordare quell’abbraccio ai microfoni dell’Unione Sarda è proprio Marco Corcu, che fa parte dello staff medico del Cagliari da ormai 30 anni:
Era giusto proteggere un momento così intimo, personale.
Un gesto spontaneo e sincero.
Tutti in piedi, la tensione di una situazione drammatica ed esaltante allo stesso tempo.
Al fischio finale ero vicino a Ranieri, ci siamo abbracciati”.

Molti i momenti impressi nella mente.
“Quelli belli sono legati a momenti ludici, alle cene, ai ritiri. Ma soprattutto le vittorie come questa di Bari, tra le più incredibili nella mia carriera.
I momenti brutti, invece, sono legati agli infortuni.
Penso alla frattura di Dessena a Brescia, dovetti spinger via l’arbitro, si era formato un capannello di persone, c’era il rischio lo calpestassero, nessuno sembrava aver capito la gravità.
Sull’ambulanza salimmo io e il presidente Giulini.
Daniele era disperato, per tranquillizzarlo gli promettemmo che avrebbe giocato l’ultima partita in casa con la Salernitana. E Dessena ci costrinse a mantenere quella promessa”.

Scorcu ha ricordato: “Sono entrato giovanissimo nel settore giovanile, mi aveva portato Oreste Murgia, allora medico sociale del club.
Nel ‘92 fui chiamato in prima squadra e mi ritrovai nel ritiro di Vipiteno con Mazzone.
Feci il mio esordio in campionato con una vittoria a Brescia e, si sa, in quel periodo contava molto la scaramanzia… Non avrei mai pensato di poter essere ancora qui, 30 anni dopo“.

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