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Lollove: un luogo magico dove il tempo si è fermato

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Un piccolo borgo medioevale, uno dei più piccoli al mondo, dove il tempo sembra essersi fermato.
È Lollove, villaggio ricco di storia e cultura, a circa 15 km da Nuoro.

Il borgo, inserito di recente nel circuito dei Borghi più belli d’Italia, è diventato una destinazione turistica unica e affascinante, con le sue ripide e strette viuzze in acciottolato e le sue case in pietra arroccate sul declivio di una collina, da cui si gode di uno splendido panorama sulla vallata del rio Sologo.

Pochissimi gli abitanti: secondo il censimento del 2022 i residenti di Lollove sono 12.
All’origine di questo spopolamento, diverse leggende, tra le quali una che narra di alcune suore allontanate dall’antico monastero, cui faceva capo la seicentesca parrocchiale tardo-gotica di Santa Maria Maddalena, a seguito dell’accusa di rapporti intimi con pastori locali.
Scoperto lo scandalo, le monache, sdegnate per infamia e comportamento delle consorelle, abbandonarono il villaggio scagliandogli contro una maledizione:
Lollove as a esser chei s’abba è su mare: no as a crescher nen parescher mai!”
(Lollove sarai come l’acqua del mare: non crescerai e non morirai mai!).
Profezia è diventata realtà: nel corso degli anni Lollove non è cresciuto ma non è mai morto, resistendo grazie alla tenacia di pochi abitanti.

Questo suggestivo luogo quasi spettrale e fuori dal tempo, si anima in occasione della tappa di Autunno in Barbagia e delle feste religiose: il 3 febbraio si svolge quella dell’attuale patrono San Biagio, il 22 luglio si celebra l’antica patrona Santa Maria Maddalena, il 25 agosto San Luigi dei Francesi e infine il 16 settembre si festeggia Sant’Eufemia, venerata dai pastori.
Nel 2008 è stata aperta la Locanda Lollovers dove è possibile dormire, gustare piatti tradizionali e prodotti locali e partecipare a laboratori gastronomici.

Il borgo è stato fondato dai pastori dell’entroterra sardo e si è sviluppato intorno alla chiesa di Santa Maria Maddalena, edificio del XIV secolo che ospita un importante ciclo di affreschi.
Il borgo è anche sede di un museo archeologico, che accoglie una collezione di reperti provenienti dal territorio circostante.
Il suo fascino e probabilmente la particolare leggenda, ha ispirato Grazia Deledda, che scelse di ambientare a Lollove il suo romanzo “La madre”, incentrato sulla storia proibita tra il giovane prete del paese, don Paulo e la bella Agnese.

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