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Leo Pavoletti: “Verona? Siamo pronti alla battaglia”

Il capitano del Cagliari, Leonardo Pavoletti, ospite della trasmissione “Il Cagliari in diretta” in onda su Radiolina ha parlato del momento che sta vivendo, uno dei più brillanti della sua carriera.
“Sto molto bene, sono state settimane intense e molto impegnative.
Oltre ai gol in campo sono impegnato anche con le attività nel sociale che nel periodo natalizio si intensificano.
Mi fa felice occuparmi di questo, vedere bambini felici è come, dopo un gol, vedere la felicità dei tuoi compagni di squadra.
Non cambierò la vita di nessuno ma è giusto mettersi a disposizione.

Se Ugo (Bressanello, fondatore di Domus de Luna, ndr) avrà bisogno di altro, sono disposto a tutto ha commentato Pavoletti con un sorriso.

“Da tanto non vivevo un momento come questo. La gioia massima è stata a Bari, poco attesa, non ci credeva più nessuno.
Ho trascorso un periodo di difficile, stare a Cagliari mi aiuta: quando ti svegli con il sorriso, riesci ad affrontare i problemi in tutt’altro modo.

Mi ha aiutato a rimanere concentrato, sapevo che prima o poi avrei potuto dare il mio contributo”.
“Le critiche? Il calcio è così, ti abitui. Non mi interessa più, so il mio valore“.

Tanti allenatori, poi è arrivato Claudio Ranieri, per il quale giocatori si dicono pronti a buttarsi nel fuoco.
“Dal suo arrivo per me è cambiato tutto – ha dichiarato Pavoletti.
Lui ha portato una serenità, un rispetto, un’educazione che fa bene ai calciatori.
Quando un calciatore sta in un ambiente pulito, rilassato, si allena bene e poi arrivano i risultati.
Ci fa vivere bene. Poi è un grande allenatore, ci fa vincere le partite, ci porta a vivere il calcio nel migliore dei modi”.

Il suo contratto è in scadenza il prossimo giugno.
“La società, quando vorrà, io la aspetto, vediamo.
A Cagliari sto bene, è una città in cui rimarrei a vivere.
Quello che mi frena ogni tanto è il pensiero dei miei genitori che iniziano ad essere grandi e non viverli tutti i giorni, con i nipoti che crescono, mi dispiace”.

Pavoletti ha poi raccontato un simpatico aneddoto sul figlio Brando, due anni.
“Mi hanno regalato due Lego, uno con il numero 30 Pavoletti, l’altro, ovviamente, Gigi Riva.
Quando a Brando chiedo “Chi sei?”, mi risponde “Sono Gigi Riva“.

Ha solo due anni, questa cosa mi diverte molto”.

Prossimo impegno, il Verona
“Il mister la sta preparando. Siamo pronti alla battaglia“.

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