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Centenario del Nobel a Grazia Deledda: Nuoro celebra la sua scrittrice, alla presenza del Presidente Mattarella

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Sabato Nuoro rende omaggio alla sua figlia più illustre nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, conferitole nel 1926.
Alla cerimonia commemorativa prenderà parte il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a testimonianza del valore nazionale e internazionale di una delle figure più alte della cultura italiana del Novecento.

Prima e unica scrittrice italiana ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento, Grazia Deledda rappresenta ancora oggi un simbolo di eccellenza letteraria e di identità culturale.
Nel 1926 l’Accademia di Svezia le assegnò il Premio Nobel per la Letteratura “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”.
Il riconoscimento le fu consegnato il 10 dicembre 1927 a Stoccolma.

In quell’occasione, la sua voce risuonò nella capitale svedese con parole semplici e fiere.
Il suo discorso di ringraziamento si apriva così:

Sono nata in Sardegna, la mia famiglia è composta di gente savia, ma anche di violenti e di artisti produttivi“.
Un incipit che racchiudeva già l’essenza della sua poetica: il legame con le radici, l’intreccio tra forza e fragilità, tra tradizione e creatività.


Nata a Nuoro il 27 settembre 1871, quinta di sette figli in una famiglia benestante, Grazia Deledda fu in gran parte autodidatta: dopo aver frequentato la scuola fino alla quarta elementare, proseguì gli studi con un precettore, in un’epoca in cui alle ragazze era raramente consentito accedere a un’istruzione superiore.

Pubblicò la sua prima novella nel 1886, a soli quindici anni, su un giornale nuorese.
Da quel momento iniziò una collaborazione sempre più intensa con riviste e quotidiani, prima in Sardegna e poi a Roma, dove si trasferì dopo il matrimonio nel 1900.
La sua produzione fu vastissima: romanzi, novelle, opere teatrali e poesie che le valsero un crescente successo di pubblico e critica.
Grazia Deledda morì il 15 agosto del 1936, a 65 anni, a causa di un tumore al seno di cui soffriva da tempo.

Il suo romanzo più celebre, Canne al vento (1913), è considerato uno dei capolavori della narrativa italiana del Novecento.
Attraverso una scrittura intensa e poetica, Grazia Deledda esplora la fragilità umana, il senso del destino, il dolore e il legame profondo con la terra natale.
La Sardegna, con i suoi paesaggi e le sue tradizioni, non è solo sfondo ma protagonista viva delle sue opere.

A cento anni da quel Nobel, Nuoro e l’Italia intera ricordano non solo il traguardo storico di una donna che seppe affermarsi in un mondo letterario dominato dagli uomini, ma anche l’eredità di un’opera che continua a parlare alle nuove generazioni.

(Fonte video: Regione Sardegna)

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