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27 settembre 1919: nasceva Maria Lai, l’artista sarda che con un nastro azzurro legò tutti gli abitanti del suo paese

Il 27 settembre 1919 a Ulassai nasceva Maria Lai (scomparsa il 16 aprile 2013), una delle più importanti e riconosciute artiste sarde, che aveva la brillante capacità di trasformare ago, filo e i materiali poveri della quotidianità, in arte e poesia.
Nota principalmente per le sue opere tessili, sempre legate alle tradizioni dell’Isola, Maria Lai è ricordata anche per quel nastro azzurro che nel 1981 legò tutti gli abitanti del suo paese natio, Ulassai. Ispirandosi ad una leggenda popolare, l’artista sarda realizzò il primo esempio di arte relazionale, con un’opera dall’elevatissimo valore simbolico, oggi più che mai attuale.

Un’antica leggenda popolare, Sa Rutta de is’Antigus (La grotta degli Antichi), racconta di una bambina che viene mandata sulla montagna a portare del pane a dei pastori rifugiati in una grotta perché c’è un temporale in arrivo, che si trasforma poi in una bufera. Tutti restano al riparo nella grotta, fino a che ad un certo punto si vede svolazzare un nastro celeste portato dal vento. Il nastro è ignorato dai pastori ma attira la bimba fuori dal riparo, proprio mentre la grotta frana, portando alla morte i pastori e il gregge.
Gli abitanti del paese interpretarono l’evento come un miracolo divino, che fu tramandato di generazione in generazione: la bambina, per inseguire un filo azzurro che volava in cielo tra i fulmini, era uscita dalla grotta poco prima del crollo ed ebbe così salva la vita.

L’evento ebbe luogo l’8 settembre del 1981 e vi fu la partecipazione dell’intera comunità di Ulassai: un nastro celeste lungo 27 chilometri, fu legato a tutte le porte, le case, le finestre, le terrazze, ridisegnando così tutte le relazioni tra tutti gli abitanti.
Se c’è una salvezza, pare dire il nastro della montagna, sta nell’amore e nell’unione di tutta la comunità.
L’evento, denominato “Legarsi alla montagna“, durò 3 giorni ed ebbe ampio risalto anche a livello nazionale. Al termine dell’evento il nastro fu regalato al Monte Gedili, la montagna più alta che sovrasta il paese di Ulassai.

“Lasciai a ciascuno la scelta di come legarsi al proprio vicino. E così dove non c’era amicizia il nastro passava teso e dritto nel rispetto delle parti, dove l’amicizia c’era invece si faceva un nodo simbolico. Dove c’era un legame d’amore veniva fatto un fiocco e al nastro legati anche dei pani tipici detti su pani pintau aveva spiegato Maria Lai nel corso di un’intervista.

In occasione del centenario della nascita, il MAXXI ha dedicato una grande mostra a Maria Lai, un necessario tributo a una tra le voci più singolari dell’arte italiana contemporanea, che ha saputo creare un linguaggio capace di coniugare sensibilità, tradizioni locali e codici globali.


Video realizzato da 3D produzioni per Sky Arte

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